Il Corsivo, Italy
CITTADINI DEL MODEM
di Dario Di Donfrancesco
Tante volte su queste pagine abbiamo trattato di "aterritorialità" in Internet, dell'inesistenza di barriere fisiche e spaziali nella rete e degli enormi vantaggi che essa apporta al miglioramento della società, grazie soprattutto alla velocità con cui i messaggi (e non solo quelli) si scambiano in Rete. Quando poi nascono iniziative telematiche come quella di cui ci apprestiamo a parlarvi, ecco allora che Internet diventa una volta di più mezzo da valorizzare e diffondere.
Le comunità virtuali in rete sono numerosissime, ma lo scorso mese è nata quella forse più storicamente e "moralmente" importante. Il 9 settembre è una data importantissima dell'era Internet, quella che segna la nascita della "Cyber Yugoslavia". Il fatto: dalle macerie dell'ex Yugoslavia, persa la loro nazionalità nel 1991, alcuni "cybernauti", dissidenti slavi, hanno creato questa nazione virtuale con tanto di ministeri, passaporti, costituzione e tribunale costituzionale e con il preciso scopo, all'apparenza utopistico, di diventare in futuro una nazione con una sua esistenza fisica. Sebbene questa meta possa sembrare irrealizzabile, non ci sono limiti alle possibilità della Rete, anche quando essa deve materializzarsi sul territorio. Ciò sarà infatti possibile quando questa inusuale cyber-nazione conterà almeno cinque milioni di abitanti tra la sua popolazione virtuale: solo allora, i "cittadini" chiederanno alle Nazioni Unite di diventare uno stato - membro. Se e quando ciò accadrà, la "Cyber Yugoslavia" chiederà uno spazio di venti metri quadrati in un qualsiasi punto del territorio mondiale (prevedibilmente nei Balcani) dove collocare il server e divenire così una "nazione" particolarissima ed unica al mondo. Sarebbe il primo esempio di stato nato nella Rete, e quindi virtualmente, ma con una territorialità fisica ufficialmente riconosciuta. Intanto la popolazione cresce a vista d'occhio. Al momento in cui scriviamo sono più di seimila gli abitanti della CY, ma c'è da dire che già prima del famoso 9 settembre di cui sopra, erano almeno tremila le persone che avevano chiesto la "cyber - cittadinanza", ed aumentano tuttora al ritmo di trecento al giorno. E il 15 luglio 1999, data della fondazione ufficiosa, si contavano 152 "padri fondatori". Il sito Internet è www.juga.com, il webmaster è Zoran Bacic, che vive in Olanda, e che spiega nella home page: "Questa terra crescerà secondo i desideri dei suoi cittadini, né più velocemente né più lentamente. Perché un paese, sebbene virtuale, cresca solido, c'è bisogno di tempo".
Un progetto di cui non è difficile intuire l'importanza su vari fronti, ma che soprattutto evidenzia quanto gli slavi siano determinati a gridare a tutto il mondo la loro voglia di comunità, di solidarietà, di vivere insieme e cooperare, passando sulle rovine e della guerra, dimenticando e ricominciando da capo, in questo caso ripartendo dal modem. Questa "cyber-nazione" ha avuto commenti entusiastici da tutta la stampa mondiale fin dalla sua nascita, e raccoglie con orgoglio articoli e commenti ad essa dedicati in tutte le lingue.
Come si fa a diventare cittadini, e quindi automaticamente ministri, della CY? Basta collegarsi al sito e, per prima cosa, leggere attentamente e coscienziosamente i diciassette articoli della costituzione per rendersi conto della serietà dell'impegno che si intraprende chiedendo la cittadinanza. Nella costituzione, scritta in dieci lingue, è contenuta l'essenza tecnico - strutturale del paese, i diritti e i doveri dei cittadini, norme sulla bandiera ed il blasone e così via. Importante notare come non si tratti, ed era prevedibile, di una costituzione cosiddetta "rigida", visto che non c'è bisogno di alcuna "legge costituzionale" per modificarla. Basta solo che la popolazione, attraverso il metodo del voto pubblico governato dall' "Algoritmo del Sistema Sociale", che conteggerà i voti in tempo reale, manifesti il suo assenso. Ogni cittadino è tenuto a visitare il sito e controllare la sua pagina - passaporto personale almeno cinquanta volte all'anno. Deve inoltre leggere la costituzione almeno una volta al mese, per essere informato sull'evoluzione ed i cambiamenti che la interessano.
Quello che è forse più evidente nella CY è la presenza di Ministri da tutto il mondo, non soltanto slavi residenti nei Balcani o altrove. Ci sono svedesi, rumeni, inglesi, italiani, francesi, cinesi, russi, portoghesi, spagnoli, indonesiani. Un vero "meltin' pot" del cyberspazio. E qui sta un altro grande merito della Cyber Yugoslavia: i webmaster hanno deciso di permettere doppie o triple cittadinanze. Come si legge nella home page, "se ti senti jugoslavo sei il benvenuto, senza badare alla tua attuale nazionalità".
"Il Corsivo" ha interpellato direttamente alcuni tra le migliaia di ministri, chiedendo un parere sul loro nuovo "Paese" e sulla sua evoluzione, ma soprattutto cercando di capire cosa li ha davvero spinti a diventare Ministri della CY. E le parole inviateci sono state tutte entusiastiche, piene di vita, ci hanno trasmesso soprattutto la consapevolezza della serietà dell'impegno preso, quello di governare bene la prima nazione virtuale della Rete, che travalica gli ordinari canoni delle comunità virtuali. Hanne Lindquist, dalla Danimarca, ci dice di aver appreso di questa nuova nazione dal giornale e, "poiché avevo seguito le vicissitudini del popolo slavo e di altri popoli del mondo, mi sentivo in dovere di fare qualcosa, per quanto potessi". Ed aggiunge: "Penso che Internet sia una formidabile chance per la nascita di un movimento basato su ideali di libertà e democrazia. La cosa più importante è che gli slavi sappiano che tanta gente nel mondo è idealmente vicina a loro e li appoggia, o almeno spero che lo sappiano". Sullo stesso piano le considerazioni di Sun Zhanwhu, un cinese: "I Balcani stanno ancora soffrendo per tutto quello che è stato loro fatto dalle superpotenze (?), spero che la Cyber Yugoslavia resisterà per sempre". Sandra Shiney, svedese di origini serbe, afferma: "Per me questo è un modo insostituibile di incontrare gente del mio stesso paese e di parlare il serbo". Poetico il commento di Marina Mitic: "Essendo una serba nata e cresciuta in Francia, la CY è per me la prova che si può sperare nell'insperabile". Zvonko, macedone, dopo aver esternato risentimento per la gente che si uccide per motivi religiosi, nazionalistici o linguistici, sottolinea come tante popolazioni abbiano gli stessi problemi degli slavi, e conclude: "La CY non è importante solo per gli slavi, ma per chiunque". Gabi Veneat, dalla Romania, è tristemente sarcastica: "La CY dimostra in qualche modo la stupidità dei potenti Stati Uniti, che attaccano una popolazione bisognosa…mi suggerisce una reazione del tipo 'ehi, bombardateci quaggiù, andremo sul cavo a diffondere i nostri pensieri'. Io auguro di cuore alla Cyber Yugoslavia di crescere e rimanere una comunità di persone intelligenti com'è adesso".
E' interessante e divertente dare un'occhiata alla lista dei nomi che i tanti cittadini della CY hanno voluto dare ai rispettivi ministeri. Tenendo bene a mente l'articolo 6 della costituzione, che obbliga a scegliere nomi tutti diversi tra loro per i vari dicasteri, il popolo di ragazzi e ragazze non ha tardato a scatenare la fantasia. E se i primi ministeri avevano nomi convenzionali, gli ultimi arrivati hanno giocoforza dovuto spremersi le meningi esageratamente. Accade così che, accanto a ministeri più o meno ordinari e credibili come quello per i diritti dei cittadini, per l'umanità, per i bambini, per la cultura, per le relazioni con il mondo islamico, ne troviamo di curiosi, buffissimi ed incomprensibili. Ecco qualche esempio: abbiamo il Ministro per gli Anfibi e i Rettili, quello della Terza Cina, dei Porcospini, per le Favole della Buonanotte, per bere la Birra e Poche altre cose, per i Pink Floyd. Ma anche quello per l'Aglio, per la Strada al Paradiso, dell'Eclissi solare, per il Non Voglio, per l'ABCDEFGH e migliaia di altri incredibili dicasteri. Il giornalista dissidente Milos Vasic, di Belgrado, è il Ministro per Distinguere il Giusto dallo Sbagliato. Una punta d'ironia in un progetto serissimo ed importante, da non lasciar morire intrappolato come un pesce nella Rete. Viste le premesse, ne siamo sicuri, non succederà.