Il Venerdi di Repubblica, Italy
"Jugoslavia.com" La terra che non c'è
Vittorio Zambardino
| "Superficie: metri quadrati
zero" e per questa terra non si dovrà combattere. Zero metri
quadrati è l'estensione territoriale della nuova Jugoslavia, quella
Cyber, che si trova al sito www.juga.com. Sembra di stare in
"Underground" di Emir Kusturica, quando, dopo aver chiesto a
un passante la strada per la Jugoslavia, uno dei protagonisti si sente
rispondere:"La Jugoslavia non c'è più", e allora comincia a
piangere disperato. Sogno di un'entità dell'anima e della lingua, più
che geografica, "Juga.com" è nato il 9 settembre del 1999 e
non è la celebrazione telematica del paese ancora governato da
Milosevic, ma di quella ben più ampia comunità degli slavi del sud
costruita da Tito e vissuta ancora da molti, nella memoria, come un
valore in sè. Curiosamente ma non troppo, alle lacerazioni della storia
e della cronaca recentissima, i creatori di questo sito sovrappongono
una pellicola di fantasia che copre le ferite: non si parla di guerra,
non si scrive dei morti, forse perchè sono argomenti che dividono
ancora di più. Ognuno, non solo gli ex Jugoslavi, può diventare
cittadino di CY (è la sigla di questa patria digitale) purchè sia
capace di proporre una costituzione scritta in serbo-croato. Tutti hanno
il dovere di diventare ministri e possono decidere di cosa occuparsi:
nella Cyberjugoslavia ci si occupa di temi pesanti, come la pace e la
guerra, ma anche di cose leggere come l'aria e la luce: si può essere
ministri del tramonto, del vento, della schiuma del mare. E' il gioco
dello stare insieme sotto il nome di una comunità che non è
sopravvissuta alla realtà, qui Jugoslavia coincide con utopia. Al
contrario dei siti commerciali, che sono in costruzione fino a quando
non funzionano e poi aboliscono il cartello "lavori in corso",
CY ostenta il suo programmatico: "in costruzione" perchè
vuole crescere con i suoi cittadini elettronici. E' come se la forma
della "comunità virtuale", che Internet rende possibile,
avesse finalmente trovato un modo per rendersi utile a gente che ha un
dolore profondo da curare, una ferita che nel "mondo reale"
non è nemmeno enunciabile. Lasciamo un attimo la parola ai fondatori di
Juga.com: "Questa è Cyberjugoslavia, casa di tutti gli jugoslavi.
Noi abbiamo perduto il nostro paese nel 1991 e siamo diventati cittadini
di Atlantide. Non abbiamo una terra materiale, ma una cittadinanza ce
l'abbiamo:sei il benvenuto qui se ti senti "jugoslavo".
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